Il Consiglio dei ministri ha approvato giovedì un decreto legge con aiuti sul carburante per autotrasportatori, agricoltori e pescatori, con l’obiettivo di far cessare i blocchi che da giorni hanno svuotato gli scaffali dei supermercati al Sud e in parte del Centro e lasciato i prodotti fermi nelle aziende agricole.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in un video diffuso mentre era in corso la conferenza stampa, ha detto che il governo ha firmato un accordo con le associazioni dell’autotrasporto, che i pagamenti sono già partiti e che le misure per agricoltura e pesca sono state approvate nella stessa giornata. Ha ringraziato le associazioni che hanno scelto il confronto e revocato i fermi.
Per l’autotrasporto il decreto aggiunge 106 milioni ai 434 già stanziati per il credito d’imposta sul gasolio di settembre e ottobre e porta al 31 marzo 2027 il termine per usare i crediti. In conferenza stampa il viceministro dei Trasporti Edoardo Rixi ha ricordato che per il periodo da marzo ad agosto sono stati messi 480 milioni e altri 60 per settembre e i primi di ottobre, e che i crediti saranno disponibili alle prime aziende “dalla settimana prossima”. Le prime duemila imprese, a cui i pagamenti sono stati inviati ieri, li troveranno nel cassetto fiscale entro quella data, su un totale di 32mila imprese fino ad agosto, mentre a novembre si aprirà la finestra per ottobre.
Rixi ha spiegato che le norme aggiuntive riguardano soprattutto le aziende medio-piccole, “oggi quelle più in sofferenza”, che in parte non accedono al credito perché riservato ai mezzi Euro 5 e superiori e sopra le 7,5 tonnellate. Per loro è prevista la sospensione dei canoni di leasing per sette mesi, per conservare liquidità. Inoltre, con il cosiddetto metodo spagnolo, anche nei contratti non scritti gli autotrasportatori potranno mettere in fattura il differenziale del costo del gasolio, ripartendolo tra committente e trasportatore.
Per l’agricoltura sono previsti 60 milioni di contributo a fondo perduto sul gasolio, che si traduce in uno sconto fino a 45 centesimi al litro su oltre 120 milioni di litri, e 10 milioni per la pesca. Il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha assicurato che le risorse arriveranno in tempi brevissimi tramite Agea e coprono gli acquisti fino al 15 ottobre.
Le proteste sono nate dall’aumento del prezzo del gasolio e da crediti d’imposta promessi agli autotrasportatori e non ancora erogati, mentre gli olivicoltori pugliesi protestavano anche per il crollo del prezzo dell’olio. Sono cominciate a inizio ottobre, con agricoltori e autotrasportatori insieme a livello locale, a Bitonto, in provincia di Bari, e tra Foggia e Bari circa una settimana dopo.
I blocchi hanno causato carenze ben oltre le strade: le pompe di benzina sono rimaste senza carburante, negli aeroporti di Calabria e Puglia è scattato l’allarme per il jet fuel, gli impianti dell’industria alimentare si sono fermati e gli scaffali dei supermercati si sono svuotati di latte, uova, frutta e verdura. Nel Salernitano, al tavolo in prefettura, nel comparto agricolo sono state segnalate 24mila persone ferme.
Le organizzazioni agricole chiedono la fine dei blocchi. Confagricoltura sostiene che i produttori stanno distruggendo frutta e verdura e teme che le quote di mercato conquistate negli anni passino ai concorrenti esteri. Il presidente di Coldiretti Ettore Prandini ha detto che gli agricoltori “non se lo possono permettere”. Coldiretti Calabria ha chiesto ai prefetti corsie prioritarie per i prodotti deperibili, mentre Coldiretti Campania ha annullato la manifestazione prevista a Napoli dopo l’intesa con la Regione su 20 milioni di euro.
Il governo ha affiancato gli aiuti a una linea dura. Il Viminale ha identificato 1.339 persone ai presidi, ne ha denunciate 71 e ne ha sanzionate 242, e ha disposto la scorta di 500 mezzi solo in Campania. Lollobrigida ha parlato di infiltrazioni nelle mobilitazioni e ha invitato a guardare i curriculum dei leader della protesta. Meloni ha definito intimidazione i blocchi che continuano, tra minacce a chi vuole lavorare e gomme tagliate ai camion dei colleghi, e ha annunciato che il governo userà le norme che hanno reso reato il blocco stradale.
Le associazioni che hanno firmato l’accordo hanno revocato i fermi. In Sicilia l’Aias ha tolto i blocchi dopo un incontro in prefettura a Catania, mentre in Calabria Fedralog ha sospeso la protesta in attesa dell’incontro con il ministro dei Trasporti Matteo Salvini del 27 ottobre, minacciando in mancanza di risposte un corteo verso Roma. In Calabria le consegne a negozi e supermercati sono riprese, anche se a macchia di leopardo. I blocchi restano in Campania e Puglia, dove sono ancora in strada camionisti senza sigla e “trattoristi”.
Le opposizioni chiedono che Meloni riferisca in Parlamento sulla crisi, mentre i sindaci di Bari e Napoli hanno chiesto di anticipare l’incontro del 27 ottobre, perché le città rischiano la paralisi.

